I cataloghi di Dislocata online

In questo periodo di necessaria chiusura forzata abbiamo voluto dare un segno della nostra presenza decidendo di mettere online TUTTE LE EDIZIONI di Dislocata. Potete quindi sfogliare liberamente i volumi sul portale ISSUU.
Artisti italiani e stranieri ci hanno portato il loro lavoro in Dislocata, sede aperta nel 2014 nel centro di Vignola per attivare processi di partecipazione civica, legami di vicinato e di rigenerazione urbana.

Questa è l’occasione per fare un bilancio dei sei anni di attività e per immaginare il prossimo futuro che dovrà tener conto di una nuova prospettiva. Una cosa è certa, riapriremo anche se le difficoltà di questi mesi si faranno sentire.

Wunderkammer lancia una campagna di sostegno alle attività di Dislocata per concorrere alle spese ordinarie non coperte da alcun finanziamento, vista l’impossibilità di proporre una programmazione, e se avete voglia di contribuire potete farlo con una donazione libera.
Vi ringraziamo fin d’ora.

RINVIATA – Alla Rocca di Vignola Linda Rigotti e Giorgia Valmorri con DA DENTRO

In attuazione del Decreto ministeriale del 1 marzo 2020, la prevista apertura della mostra DA DENTRO di Linda Rigotti e Giorgia Valmorri presso la Rocca di Vignola è rinviata.
La nuova data di inaugurazione sarà comunicata non appena possibile.


Alla Rocca di Vignola ultimo appuntamento della rassegna
Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Sabato 7 marzo alle ore 16,00
LINDA RIGOTTI e GIORGIA VALMORRI
DA DENTRO

7 marzo – 26 aprile 2020
ROCCA DI VIGNOLA
Piazza dei Contrari, 4
VIGNOLA (MO)

Fino al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini tra le mura della storica Rocca. Dopo Marina Fulgeri, Sabrina Muzi e Alessandro Moreschini, a partire da sabato 7 marzo e fino al 26 aprile prende il via la mostra di Linda Rigotti e Giorgia Valmorri, ultima tappa del percorso espositivo che ha proposto il confronto tra esperienze contemporanee e spazi antichi dallo scorso luglio. Il programma completo è scaricabile qui.

Sabato 7 marzo alle ore 16.00 nelle sale della Rocca di Vignola si inaugura Da Dentro, un’installazione ideata per questa sede da Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.
Dopo aver indagato le architetture dell’immaginario attraverso i concetti di luce, paesaggio e tempo proposti da Fulgeri, Muzi e Moreschini – spiega la curatrice Lucia Biolchini – con questo ultimo appuntamento l’arte contemporanea occuperà l’ambiente con uno spazio in cui entrare e sostare”.
Nella Sala del Padiglione l’affresco si materializza con una grande tenda che il pubblico è invitato ad abitare. Dentro, disegni, bozzetti, oggetti, piccole sculture, luci, maschere, profumi e stoffe sono rifugi preziosi o navi che esplorano mari sconosciuti, come luogo del viaggio e della trasformazione. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno. E’ contro-architettura.
Con questa ultima mostra – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – continua la possibilità di far crescere nel visitatore l’amore per l’arte contemporanea in ambiente medioevale, consentendo di valorizzare tesori che sanno suscitare insieme forti emozioni da vivere nel presente e nel futuro”.

Linda Rigotti è nata a Tione di Trento nel 1982. Si è laureata nel 2007 all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Dal 2006 è attiva sperimentando ed esponendo, utilizzando diverse tecniche: disegno, video, performance, scultura, fotografia, installazioni, nella continua ricerca della comunicazione con l’altro attraverso l’esplorazione del confine tra dentro e fuori, interiore ed esteriore, soggettività ed oggettività.
Dal 2006 partecipa a varie collettive e realizza alcune personali. Negli ultimi anni è stata selezionata per alcune residenze in Italia e all’estero. Dal 2010 si muove su vari festival con video e performance. Nel 2011 prende parte al Premio internazionale di Arte Partecipativa Aelia Media. Dal 2015 al 2017 ha curato assieme a Daniele Pezzi la rassegna di cinema d’artista In your dreams I am a landscape.
Attualmente sta studiando alla scuola antroposofica per arte terapeuti Stella Maris di Bologna, un percorso che indaga a fondo la relazione tra l’uomo e le immagini che in lui prendono vita.

Giorgia Valmorri è artista e arte terapeuta. Consegue nel 2007 il diploma quadriennale presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e intraprende il suo percorso di ricerca come artista partecipando a residenze, mostre collettive e personali e costruendo progetti artistici partecipati presentati in sedi pubbliche e private. Diventa arte terapeuta nel 2018  presso Art therapy Italiana Bologna. In un ambito di progettazione artistica site specific predilige le pratiche relazionali. Nella sua ricerca la partecipazione e lo scambio libero e gratuito sono contenuti importanti per le forme della sua immaginazione artistica. La creazione di dispositivi che implicano dinamiche collettive funziona da strumento di attivazione di processi che aumentano, estendono e moltiplicano le forme iniziali dei suoi lavori dando il via ad ulteriori dinamiche di relazione. L’attivazione di questi processi, per la maggior parte, dipende da un’iniziale dono. Ha collaborato con Silvia Petronici come assistente alla curatela di molti progetti a partire dal 2013.

Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Linda Rigotti e Giorgia Valmorri – Da Dentro
Inaugurazione: 7 marzo alle ore 16.00
Periodo: 7 marzo – 26 aprile 2020
Orari: dal martedì alla domenica 9.00 -13.00 / 15.30 – 18.00
Chiuso il Lunedì
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena)
tel. 059.775246
www.roccadivignola.it
www.fondazionedivignola.it

In collaborazione con
Wunderkammer associazione culturale

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Sabato 4 gennaio, ore 16.30
Sala dei Contrari
Rocca di Vignola

Agnès Vesterman
Il violoncello errante

Sabato 4 gennaio alle ore 16.30 terzo e conclusivo appuntamento della rassegna Spazi d’ascolto alla Rocca di Vignola. Tre incontri musicali dedicati al repertorio e alle sperimentazioni del nostro tempo si inseriscono nel quadro della mostra Beata solitudo, di Alessandro Moreschini – in Rocca fino al 2 febbraio 2020 – e le fanno da contrappunto sonoro. La musica è per eccellenza l’arte che si ascolta, ma le esperienze di numerosi compositori contemporanei, da John Cage alle giovani generazioni, sono proprio rivolte a un’esplorazione del fenomeno dell’ascolto, al suo ruolo attivo nella creazione artistica e alla sua capacità di veicolare un cambiamento nel rapporto agli spazi e alle persone.

Gli incontri musicali intendono proporsi come momenti inclusivi (informali?) in cui il pubblico si senta accolto a condividere un’esperienza artistica musicale in un’atmosfera semplice e conviviale. (Leggi tutto)

Il violoncello errante, con Agnès Vesterman, mette in parallelo musiche di compositori di oggi e opere di epoche precedenti: dall’inizio dello splendore del violoncello con brani per violoncello solista di Dall’Abaco all’esplorazione dei limiti dello strumento con i fragili sussurri della finlandese Kaija Saariaho. Agnès Vesterman ci offre un viaggio musicale che attraversa i secoli e i confini geografici, per tornare alla fonte sempre viva di un’espressione musicale ricca e inesauribile.

Programma

Giuseppe Dall’Abaco Capriccio n°1 (1750)
Kaija Saariaho Papillon 1 et 2 (2000)
Improvvisazione
Benjamin Britten Sonata n°3 opus 87 (1971) I – Lent; II – Allegro marcia;
III – Con moto, canto; IV – Lento, barcarola.
Improvvisazione
J.S.Bach Preludio della prima Suite (1723)
Agnès Vesterman Offrande musicale (sur le thème de Bach) (2019)
Valentin Silvestrov Lacrimosa (2003)
Improvvisazione
Kaija Saariaho Papillons 3 et 4 (2000)
Marin Marais Badinage (1717)
(dalle “Suite étrangère Livre IV de pièces de viole”)
Improvvisazione
Marin Marais Tourbillon (1717)
(dalle “Suite étrangère Livre IV de pièces de viole”)
Improvvisazione
David Fennessy Five Hofer Photographs (2012)

La violoncellista francese Agnès Vesterman è una raffinata interprete della grande tradizione di violoncello francese. È docente al Conservatorio Superiore di Parigi ed ha dedicato gran parte della sua carriera alla musica da camera e al quartetto. Dopo più di dieci anni di tournée internazionali col quartetto francese Arpeggione il suo crescente interesse per la musica di oggi e l’improvvisazione la porta a nuove collaborazioni: il violista Garth Knox (quartetto Arditti), il percussionista Sylvain Lemêtre, la violoncellista Anja Lechner, diventano alcuni dei principali sodali dei suoi progetti musicali: con loro incide per l’etichetta tedesca ECM e per l’americana Tzadik. La sua ricerca di nuovi modi di espressione musicale, nutrita da un profondo lavoro sulla consapevolezza del corpo del musicista, l’ha portata inoltre a molteplici collaborazioni trasversali col teatro, il cinema e la danza.

Il concerto si svolge nella Sala dei Contrari – Piazza dei Contrari 4
L’ingresso, fino ad esaurimento posti, è libero e gratuito.
tel. 059 775246 – info@roccadivignola.it

Spazi d’ascolto è un progetto di Silvia Tarozzi, a cura di Lucia Biolchini.
Promosso e sostenuto dalla Fondazione di Vignola

Sabato 28 dicembre, ore 16.30
Sala dei Contrari
Rocca di Vignola

Silvia Tarozzi, violino e voce
parlanno esmesurato

Sabato 28 dicembre alle ore 16.30 secondo appuntamento della rassegna Spazi d’ascolto alla Rocca di VignolaTre incontri musicali dedicati al repertorio e alle sperimentazioni del nostro tempo si inseriscono nel quadro della mostra Beata solitudo, di Alessandro Moreschini – in Rocca fino al 2 febbraio 2020 – e le fanno da contrappunto sonoro. La musica è per eccellenza l’arte che si ascolta, ma le esperienze di numerosi compositori contemporanei, da John Cage alle giovani generazioni, sono proprio rivolte a un’esplorazione del fenomeno dell’ascolto, al suo ruolo attivo nella creazione artistica e alla sua capacità di veicolare un cambiamento nel rapporto agli spazi e alle persone.
Gli incontri musicali intendono proporsi come momenti inclusivi (informali?) in cui il pubblico si senta accolto a condividere un’esperienza artistica musicale in un’atmosfera semplice e conviviale. (Leggi tutto)

parlanno esmesurato è il verso di una lauda di Jacopone da Todi (1236 circa) che il compositore canadese Martin Arnold (1959) ha messo in musica per la violinista Silvia Tarozzi. La lauda dice l’impossibilità di comunicare la gioia smisurata che l’amore mistico e appassionato di Dio infonde all’uomo e la pochezza del linguaggio umano di fronte a un tale sentimento. Martin Arnold ne ha fatto una canzone ‘impossibile’: troppo lunga (35 minuti), troppo frammentata, troppo sospesa per essere compresa come tale, e nello stesso tempo di una intima e diffusa bellezza.

Programma

György Kurtág, quattro episodi da Signs, Games and Messages (1987-1997)
Martin Arnold, parlanno esmesurato (2019), per solo violino e voce

Silvia Tarozzi è violinista, interprete e improvvisatrice. La sua ricerca su una nuova gestualità strumentale e la sua personale ricerca sonora sono all’origine di diverse collaborazioni con compositori contemporanei come Éliane Radigue (FR), Pauline Oliveros (US), Pascale Criton (FR), Philip Corner (US), Cassandra Miller (CA), Pierre-Yves Macé (FR), Martin Arnold (CA). Compone lei stessa per i propri progetti musicali, tra i quali “mi specchio e rifletto”, ispirato alla poetessa Alda Merini, è in uscita per l’etichetta Unseen Worlds. Silvia è membro stabile dell’ensemble francese Dedalus e da oltre quindici anni costituisce un duo con la violoncellista Deborah Walker. Incide per le case discografiche “i dischi di AngelicA”(IT), “Unseen Worlds” (US), “Potlatch (FR) e “New World Records” (US). Co-dirige, insieme a Giovanna Giovannini, il Piccolo Coro Angelico, coro di sperimentazione musicale per bambini.

Il concerto si svolge nella Sala dei Contrari – Piazza dei Contrari 4
L’ingresso, fino ad esaurimento posti, è libero e gratuito.
tel. 059 775246 – info@roccadivignola.it

Spazi d’ascolto è un progetto di Silvia Tarozzi, a cura di Lucia Biolchini.
Promosso e sostenuto dalla Fondazione di Vignola

A partire dal 21 dicembre 2019, per tre sabati consecutivi, alla Rocca di Vignola si svolgeranno gli appuntamenti di Spazi d’Ascolto, una rassegna musicale ideata da Silvia Tarozzi, a cura di Lucia Biolchini. L’iniziativa, sostenuta e promossa dalla Fondazione di Vignola, allieterà i cittadini e i visitatori, durante il periodo natalizio, con tre concerti che si svolgeranno nella Sala dei Contrari della Rocca di Vignola, nei pomeriggi di sabato 21, sabato 28 dicembre 2019 e sabato 4 gennaio 2020.
Tre incontri musicali dedicati al repertorio e alle sperimentazioni del nostro tempo si inseriscono nel quadro della mostra Beata solitudo, di Alessandro Moreschini – in Rocca fino al 2 febbraio 2020 – e le fanno da contrappunto sonoro. La musica è per eccellenza l’arte che si ascolta, ma le esperienze di numerosi compositori contemporanei, da John Cage alle giovani generazioni, sono proprio rivolte a un’esplorazione del fenomeno dell’ascolto, al suo ruolo attivo nella creazione artistica e alla sua capacità di veicolare un cambiamento nel rapporto agli spazi e alle persone.
Gli incontri musicali intendono proporsi come momenti inclusivi (informali?) in cui il pubblico si senta accolto a condividere un’esperienza artistica musicale in un’atmosfera semplice e conviviale. (Leggi tutto)

Rocca di Vignola
Sala dei Contrari – Piazza dei Contrari, 4

Sabato 21 dicembre 2019, ore 17:00

Piccolo Coro Angelico
Voci bambine per canti futuri

Il primo appuntamento della rassegna Spazi d’ascolto è con il Piccolo Coro Angelico, nato in seno al Centro di Ricerca Musicale di Bologna, un piccolo ensemble vocale di bambini tra i 5 e i 12 anni che presenta un repertorio originale di composizioni proprie e di musicisti come Sun Ra, Philip Corner, Tristan Honsinger, Mirco Mariani e Celentano. Il coro avrà il piacere di accogliere due ospiti molto speciali, la cantante gospel Ola Obasi Nnanna e il compositore e tastierista Tiziano Popoli. (Programma)

Rocca di Vignola | Alessandro Moreschini presenta Beata Solitudo

Alla Rocca di Vignola prosegue la rassegna
Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Sabato 14 dicembre alle ore 16,00

ALESSANDRO MORESCHINI
BEATA SOLITUDO

14 dicembre 2019 – 2 febbraio 2020
ROCCA DI VIGNOLA
Piazza dei Contrari, 4
VIGNOLA (MO)

Fino al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini tra le mura della storica Rocca. Dopo Marina Fulgeri e Sabrina Muzi, a partire da sabato 14 dicembre 2019 e fino al 2 febbraio 2020 prende il via la mostra di Alessandro Moreschini, prima dell’ultima tappa con Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Il programma completo è scaricabile qui.

Il terzo appuntamento della rassegna curata da Lucia Biolchini e realizzata dalla Fondazione di Vignola tra le mura della maestosa Rocca di Vignola, Beata Solitudo di Alessandro Moreschini, inaugura sabato 14 dicembre alle ore 16.00.
Come già denunciava Gillo Dorfles esponendo il concetto di Horror Pleni, è necessario contrastare la stratificazione traboccante di informazioni – spiega la curatrice – e Moreschini proclama il suo intento artistico attraverso un percorso espositivo tracciato da elementi essenziali”.
Le decorazioni delle tre sale al piano terra vibrano con la pittura certosina e meditata di Moreschini proposta su superfici inaspettate: le chiavi inglesi di Ora et Labora perdono la loro funzione per elevarsi a fine decorazione di un tappeto orientale, e sono contrapposte simmetricamente a un video immateriale sul pavimento, a uno spazio di assenza abitato dalla lenta costruzione di una architettura del tempo. Nella sala centrale, a sovraintendere il delicato passaggio tra reale e virtuale, i quattro Buddha di Meditate azioni sull’acqua che, come le stagioni, nutrono con l’acqua il fluire dell’atto creativo.
“Le decorazioni delle Sale delle Colombe, degli Anelli, dei Leoni e dei Leopardi saranno amplificate da questo intervento di arte contemporanea che ha come intento quello di annullare il divario temporale con l’antico – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignolae di portare la Rocca ad essere uno spazio vivo e pulsante, un luogo che, come ci ricorda Calvino, non si può smettere di cercare”.

La mostra Beata Solitudo rientra in ART CITY 2020, il programma di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi e il coordinamento dell’Istituzione Bologna Musei.

Ulteriori informazioni e immagini in alta definizione al linkhttps://bit.ly/2RdLo27

Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Alessandro Moreschini – Beata Solitudo
Inaugurazione: 14 dicembre alle ore 16.00
Periodo: 14 dicembre 2019 – 2 febbraio 2020
Orari: dal martedì alla domenica 9.00-13 / 15.30 – 18.00
Chiuso il Lunedì
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena)
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Alberta Pellacani con Promessa in Dislocata

Sabato 28 settembre 2019 dalle ore 18.30
Inaugurazione

ALBERTA PELLACANI
PROMESSA
a cura di Lucia Biolchini e Piero Deggiovanni

28 settembre – 20 ottobre 2019
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1
VIGNOLA (MO)

La rassegna Nuove Terre che caratterizza il programma di Dislocata del 2019, e che riprende il tema dell’omonimo testo di Sara Marini incentrato sul rapporto tra architettura, paesaggio e scarto, continua con Promessa di Alberta Pellacani, aperta al pubblico dal 28 settembre al 20 ottobre 2019.
Due video inediti e una serie di disegni scrutabili al buio, sono alcune delle opere esposte, ispirate dal territorio precollinare di Vignola e dallo scorrere del fiume Panaro, tema del progetto Palinsesto Urbano iniziato nel 2016 (Venezia, Mantova, Torino, New York): “città le cui storie e origini ‘affondano’ come radici, nel rapporto armonico o dissonante con l’acqua; dialogo e contrasto nella convivenza tra uomo, acqua e natura, attraverso una visione di sedimentazioni urbane, architettoniche, vegetali”.
Come sottolinea Piero Deggiovanni nel testo in catalogo, “Alberta Pellacani guarda ai fenomeni, quelli a noi così vicini che non riusciamo più a vedere, e di essi trattiene segni, luminescenze, immagini fisse o in movimento, sempre emotivamente attive, che trascendono lo spazio ridotto a segno: un essudato essenziale di architetture, una sublimazione del paesaggio. Se di «scarto» si può parlare, Pellacani lo interpreta come traccia emozionale dell’esistenza. Interiorità che scruta e trattiene solo l’essenza di un territorio.”
La mostra rientra nel circuito nazionale della quindicesima edizione della Giornata del Contemporaneo in programma sabato 12 ottobre 2019.

Apertura: sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462

Rocca di Vignola | Sabrina Muzi | SHĀN [cap. 2]

Alla Rocca di Vignola prosegue la rassegna
Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Sabato 21 settembre alle ore 11.30
SABRINA MUZI
SHĀN [cap. 2]

21 settembre –  10 novembre 2019
ROCCA DI VIGNOLA
Piazza dei Contrari, 4
VIGNOLA (MO)

Fino al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini in cui si alternano gli artisti Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Il programma completo è scaricabile qui.

Il secondo appuntamento di “Ora più rada Ora più densa. Architetture dell’immaginario”, la rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini realizzata dalla Fondazione di Vignola tra le mura della maestosa Rocca di Vignola, è l’intervento di Sabrina Muzi SHĀN [cap. 2], a partire da sabato 21 settembre alle ore 11.30
“Si tratta di un progetto realizzato durante una residenza in un piccolo villaggio cinese ai piedi della Grande Muraglia e presentato durante l’Artweek bolognese – spiega la curatrice – che qui si presenta in una nuova veste”. Oggetto del lavoro della Muzi è la montagna (Shān in cinese), dipinta ad acquerello su lunghi fogli verticali di carta di riso e su sottili carte cinesi, le cui stratificazioni seriali e le trasparenze restituiscono un luogo di sovrapposizioni temporali e spaziali. 
“Questo laboratorio di arte contemporanea, che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, operazione culturale pensata per valorizzare uno dei nostri monumenti più importanti – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – dopo la riuscita sperimentazione dei primi mesi, prosegue adesso con Sabrina Muzi che sovrapporrà paesaggi e monumenti, consentendoci una nuova lettura delle Sale delle Colombe, del Padiglione e dei Cani della nostra Rocca”.
Shān è un’immagine icona che reiterata come un mantra si carica di forza simbolica divenendo emblema di un archetipo e testimone di un luogo e delle sue trasformazioni. A introdurre il lavoro, una nuova opera che sgorga dal camino della Sala delle Colombe  e tende verso il centro della stanza. Al primo piano il nucleo principale del lavoro, l’installazione di carte sospese, le foto verticali montate su seta e le bacheche di disegni. Il progetto si concretizza in un’architettura del paesaggio e il video proiettato nella Sala dei Cani, in cui la magnifica decorazione sembra esaltarne la visione, la pone in relazione con una forma antropomorfa: due corpi entrano in risonanza, quello umano e quello della montagna, ponendo le basi per una nuova indagine percettiva sul paesaggio.

Sabrina Muzi si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti, nata a San Benedetto del Tronto da anni vive e lavora a Bologna. Inizia la sua pratica artistica agli inizi degli anni ‘90 lavorando dapprima con l’installazione e il disegno e dal 1996 concentrandosi in ambito video, fotografico, video-installativo e performativo. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie, musei, spazi pubblici e festival video in Italia e all’estero. Dagli anni 2000 inizia a lavorare anche in spazi non deputati all’arte, realizzando interventi urbani, performance partecipative, installazioni site specific, e alternando l’attività in Italia alla partecipazione a programmi di ricerca internazionali, dove realizza progetti contestualizzati al luogo. E’ invitata in vari programmi di residenza, tra cui al Film Art-in-Residency, Atlantic Center for the Arts (Florida, 2001); MMCA del National Museum of Modern and Contemporary Art (Seoul, 2007); TAV-Taipei Artist Village (Taipei 2010); Handshake 302, gruppo di artisti, antropologi e architetti attivo a Shenzhen, in cui coinvolge la comunità di un villaggio urbano in un progetto performativo, video e fotografico (2017). La sua ricerca di confronto con il luogo si traduce anche in interventi in ambienti naturali, come nel lavoro site specific a Colle S. Marco (Ascoli Piceno 2011) premiato al Premio Terna nel 2012, o nel progetto installativo nel Bosco di Cardigliano del Salento (Specchia, 2014). Tra le ultime mostre: personale a Dislocata, a cura di Raffaele Quattrone, Vignola (2014); “Hestia” a cura di Maura Pozzati, ABC, Bologna, (2015); “Kahuna” a cura di Leonardo Regano, ex Chiesa San Mattia, Bologna (2018).
www.sabrinamuzi.it

Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario

a cura di Lucia Biolchini

Sabrina Muzi – SHĀN [cap. 2]
Inaugurazione: 21 settembre alle ore 11.30
Periodo: 21 settembre – 10 novembre 2019
Orari: fino al 30 settembre dal martedì alla domenica 10.00-13 / 15.30 – 19.00
dal 1 ottobre dal martedì alla domenica 9.00-13 / 15.30 – 18.00
Chiuso il Lunedì
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena) 
tel. 059.775246
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Ufficio Stampa Fondazione di Vignola
Luisa Malaguti
347.1178546
malaguti@mediamentecomunicazione.it

Ora più rada Ora più densa alla Rocca di Vignola

LA ROCCA DI VIGNOLA SI VESTE DI CONTEMPORANEO 

Dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini in cui si alterneranno – tra le mura della storica Rocca di Vignola – gli artisti Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.


Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei: è questo l’ambizioso progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini – “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”. La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti Giorgia Valmorri.
Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.
Così è nata questa rassegna di arte contemporanea nelle stanze della Rocca di Vignola – spiega la curatrice, Lucia Biolchini – Abbiamo la necessità e l’urgenza di aggirare i limiti dettati dallo spazio e dal tempo e permettere di agire nuove prospettive“.

Gli artisti presentati ci invitano a soffermarci e a riedificare, tutti insieme, un’architettura dell’immaginario. Ci invitano ad affrontare quell’inciampo su cui il contemporaneo è cresciuto, forma di un cortocircuito tra passato e presente. Così vedremo i segni cromatici di Marina Fulgeri ridisegnare gli spazi della Facciata della Rocca e le Sale degli Anelli, quella dei Leoni e dei Leopardi; Sabrina Muzi sovrapporrà paesaggi e monumenti, per leggere in controluce le Sale del Padiglione e quella dei Cani; Alessandro Moreschini ci interrogherà sul pieno e sul vuoto con le opere che, nella Sala degli Anelli e in quella delle Colombe, comporranno nuove coreografie visive; Linda Rigotti e Giorgia Valmorri materializzeranno gli affreschi della Sala del Padiglione per farli vivere allo spettatore.
Un’innovativa operazione culturale pensata per valorizzare uno dei più importanti monumenti della provincia di Modena in cui, per la prima volta, l’arte contemporanea contamina lo storico maniero per dare origine a un inedito continuum culturale.
“La nostra terra presenta grandi potenzialità sotto l’aspetto storico-artistico che vanno valorizzate – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – La Rocca, punto di richiamo e riferimento culturale del territorio, ospiterà una rassegna di arte contemporanea. Un ambito prettamente culturale che è un “unicum” dove antico e moderno dialogano in armonia dimostrando che strutture medioevali e arte attuale si arricchiscono vicendevolmente. Ci auguriamo che l’eco di questo evento culturale risuoni oltre i naturali confini dell’Appennino e del Po”.

Il primo appuntamento che aprirà la rassegna sarà “Self expression” di Marina Fulgeridal 5 luglio all’8 settembre (inaugurazione il 5 luglio alle ore 19.00). Nelle sue mani luce e colore diventano strutture. Con questo lavoro l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti (www.marinafulgeri.com Vedi Scheda all’interno del Press kit).
A seguire, dal 21 settembre al 10 novembre, Sabrina Muzi propone un’estensione e un approfondimento di “Shān, un corpus di lavori che comprende un’installazione pittorica, una serie di acquerelli, fotografie e video (www.sabrinamuzi.it). Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà poi la volta di Alessandro Moreschini, con “Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell'”inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Pleni da cui ci metteva in guardia Gillo Dorfles (www.alessandromoreschini.it). Mentre a chiudere “Ora più rada ora più densa” saranno Linda Rigotti Giorgia Valmorri con “Da dentro“, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura (www.lindarigotti.tumblr.comwww.giorgiavalmorriart.tumblr.com).

A DISPOSIZIONE UNA SELEZIONE DI SCATTI, IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA RASSEGNA E ULTERIORI INFORMAZIONI AL SEGUENTE LINK:
https://bit.ly/2KELrB7

Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini
Marina Fulgeri – Self expression
Inaugurazione: 5 luglio alle ore 19.00
Periodo: 5 luglio – 8 settembre
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena)
tel. 059.775246
www.roccadivignola.it
www.fondazionedivignola.it

In collaborazione con
Wunderkammer associazione culturale
www.dislocata.it

Ufficio Stampa Fondazione di Vignola
Luisa Malaguti
347.1178546
malaguti@mediamentecomunicazione.it

Mauro Pipani Multiverso

Sabato 25 maggio 2019 dalle ore 18,30

Inaugurazione

Mauro Pipani
MULTIVERSO

a cura di Lucia Biolchini
25 maggio – 16 giugno 2019
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1 Vignola (MO)

Dopo la collaborazione per il progetto Nuove Terre a Bologna, dove Mauro Pipani aveva scelto di esporre grandi carte stratificate, Dislocata presenta in questa nuova occasione l’artista cesenate attraverso un altro aspetto della sua produzione artistica. Lo spazio raccolto della galleria permette una visione d’insieme dell’esposizione e consente la disposizione di una serie di opere che, nella loro globalità, descrivono un sistema complesso e virtualmente non finito. Le Latte liquide di Pipani, realizzate con inchiostri e resine, e appunto delimitate da un confine di latta, ci conducono in una inaspettata dimensione spaziale e mentale. 

In una sorta di classificazione scientifica che richiama il teatro della natura di Ulisse Aldrovandi, Mauro Pipani utilizza la resina che compone le opere per fermare un momento e consegnarlo al futuro.
Come scrive in catalogo Lucia Biolchini, “le singole latte sono universi autonomi identificati dal segno, dalla parola, dal colore, dalle forme vegetali, nati dall’osservazione, dalla sperimentazione, dall’elaborazione interiore e quindi dalla necessità di trovare un linguaggio che descriva le differenze. E’ come se ci trovassimo di fronte a una sorta di tassonomia del paesaggio, in cui le dimensioni interiore e esteriore sviluppano la narrazione di una struttura poetica, un metodo di ordinamento in sistema degli elementi, delle conoscenze, dei dati, delle teorie presenti in tutta la pratica artistica di Pipani”.
Siamo dunque in presenza di un Multiverso, luogo in espansione in cui i singoli universi entrano in relazione e in cui la pittura elabora spazi e paesaggi al di fuori del tempo. A noi la possibilità di leggerli nell’insieme e di coglierne le interazioni.
Saranno esposte le nuove opere della serie che l’artista ha realizzato appositamente per questo appuntamento in Dislocata e, oltre al catalogo edito da Wunderkammer, sarà disponibile in mostra anche la monografia Luoghi riflessi di recente pubblicazione, a cura di Flaminio Gualdoni.

Mauro Pipani vive e lavora a Cesena e Verona. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna con Pompilio Mandelli, da tre decenni svolge la sua attività artistica attraversando pittura, fotografia e progettazione. Ha all’attivo decine di mostre personali e collettive di rilievo nazionale ed internazionali ed è presente nel circuito dell’Arte con gallerie di riferimento. Mauro Pipani è docente all’Accademia di Belle Arti di Verona. Esordisce nel 1972 con il collettivo la Comune gruppo di giovani artisti diretto da Dario Fo. È tra i fondatori del collettivo di Via delle Biscie, che agisce in uno spazio, Villa Enrica, affidato in gestione dal comune di Bologna, e che nel 1973 si presenta alla Libreria Feltrinelli di Bologna. Gli esponenti del gruppo, giovanissimi e socialmente impegnati, affrontano le prime e ancora acerbe sperimentazioni, ma subito si fanno notare: nello stesso anno partecipano al prestigioso Premio Suzzara e ottengono l’interessamento di Mario De Micheli, che nel 1975 presenta una mostra del collettivo alla Galleria comunale Galvani di Bologna. Negli stessi anni è fondamentale anche la frequentazione del gruppo letterario e poetico raccolto intorno alla rivista Sul porto, fondata dai poeti Ferruccio Benzoni, Stefano Simoncelli e Walter Valeri. Grazie a questi legami entra in contatto con figure come il maturo Alfonso Gatto, grande trait-d’union tra cultura letteraria e arti visive, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza e soprattutto Dario Fo: è di questo tempo la sua collaborazione alla Comune nella stagione concitata della Palazzina Liberty. Tra le sue principali esposizioni ricordiamo: 2001 è invitato da Adriano Baccilieri a Figure del Novecento 2. Oltre l’Accademia alla Pinacoteca Civica e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, 1998 Acque di Superficie a cura di Marco Meneguzzo, 2003 Ossidiane a cura di Alberto Zanchetta, nel 2015 Gli alberi sono Anime a cura di Annamaria Bernucci e Arborea a cura di Renato Barilli. Partecipa nel 2016 e 2018 alla Biennale Disegno di Rimini. Nel 2019 pubblica la sua prima monografia Luoghi Riflessi a cura di Flaminio Gualdoni. 

MAURO PIPANI
Multiverso
25 maggio – 16 giugno 2019
Inaugurazione: sabato 25 maggio dalle ore 18.30
Catalogo con testi di Lucia Biolchini
Apertura: sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462