Alberta Pellacani con Promessa in Dislocata

Sabato 28 settembre 2019 dalle ore 18.30
Inaugurazione

ALBERTA PELLACANI
PROMESSA
a cura di Lucia Biolchini e Piero Deggiovanni

28 settembre – 20 ottobre 2019
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1
VIGNOLA (MO)

La rassegna Nuove Terre che caratterizza il programma di Dislocata del 2019, e che riprende il tema dell’omonimo testo di Sara Marini incentrato sul rapporto tra architettura, paesaggio e scarto, continua con Promessa di Alberta Pellacani, aperta al pubblico dal 28 settembre al 20 ottobre 2019.
Due video inediti e una serie di disegni scrutabili al buio, sono alcune delle opere esposte, ispirate dal territorio precollinare di Vignola e dallo scorrere del fiume Panaro, tema del progetto Palinsesto Urbano iniziato nel 2016 (Venezia, Mantova, Torino, New York): “città le cui storie e origini ‘affondano’ come radici, nel rapporto armonico o dissonante con l’acqua; dialogo e contrasto nella convivenza tra uomo, acqua e natura, attraverso una visione di sedimentazioni urbane, architettoniche, vegetali”.
Come sottolinea Piero Deggiovanni nel testo in catalogo, “Alberta Pellacani guarda ai fenomeni, quelli a noi così vicini che non riusciamo più a vedere, e di essi trattiene segni, luminescenze, immagini fisse o in movimento, sempre emotivamente attive, che trascendono lo spazio ridotto a segno: un essudato essenziale di architetture, una sublimazione del paesaggio. Se di «scarto» si può parlare, Pellacani lo interpreta come traccia emozionale dell’esistenza. Interiorità che scruta e trattiene solo l’essenza di un territorio.”
La mostra rientra nel circuito nazionale della quindicesima edizione della Giornata del Contemporaneo in programma sabato 12 ottobre 2019.

Apertura: sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462

Rocca di Vignola | Sabrina Muzi | SHĀN [cap. 2]

Alla Rocca di Vignola prosegue la rassegna
Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini

Sabato 21 settembre alle ore 11.30
SABRINA MUZI
SHĀN [cap. 2]

21 settembre –  10 novembre 2019
ROCCA DI VIGNOLA
Piazza dei Contrari, 4
VIGNOLA (MO)

Fino al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini in cui si alternano gli artisti Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Il programma completo è scaricabile qui.

Il secondo appuntamento di “Ora più rada Ora più densa. Architetture dell’immaginario”, la rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini realizzata dalla Fondazione di Vignola tra le mura della maestosa Rocca di Vignola, è l’intervento di Sabrina Muzi SHĀN [cap. 2], a partire da sabato 21 settembre alle ore 11.30
“Si tratta di un progetto realizzato durante una residenza in un piccolo villaggio cinese ai piedi della Grande Muraglia e presentato durante l’Artweek bolognese – spiega la curatrice – che qui si presenta in una nuova veste”. Oggetto del lavoro della Muzi è la montagna (Shān in cinese), dipinta ad acquerello su lunghi fogli verticali di carta di riso e su sottili carte cinesi, le cui stratificazioni seriali e le trasparenze restituiscono un luogo di sovrapposizioni temporali e spaziali. 
“Questo laboratorio di arte contemporanea, che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, operazione culturale pensata per valorizzare uno dei nostri monumenti più importanti – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – dopo la riuscita sperimentazione dei primi mesi, prosegue adesso con Sabrina Muzi che sovrapporrà paesaggi e monumenti, consentendoci una nuova lettura delle Sale delle Colombe, del Padiglione e dei Cani della nostra Rocca”.
Shān è un’immagine icona che reiterata come un mantra si carica di forza simbolica divenendo emblema di un archetipo e testimone di un luogo e delle sue trasformazioni. A introdurre il lavoro, una nuova opera che sgorga dal camino della Sala delle Colombe  e tende verso il centro della stanza. Al primo piano il nucleo principale del lavoro, l’installazione di carte sospese, le foto verticali montate su seta e le bacheche di disegni. Il progetto si concretizza in un’architettura del paesaggio e il video proiettato nella Sala dei Cani, in cui la magnifica decorazione sembra esaltarne la visione, la pone in relazione con una forma antropomorfa: due corpi entrano in risonanza, quello umano e quello della montagna, ponendo le basi per una nuova indagine percettiva sul paesaggio.

Sabrina Muzi si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti, nata a San Benedetto del Tronto da anni vive e lavora a Bologna. Inizia la sua pratica artistica agli inizi degli anni ‘90 lavorando dapprima con l’installazione e il disegno e dal 1996 concentrandosi in ambito video, fotografico, video-installativo e performativo. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie, musei, spazi pubblici e festival video in Italia e all’estero. Dagli anni 2000 inizia a lavorare anche in spazi non deputati all’arte, realizzando interventi urbani, performance partecipative, installazioni site specific, e alternando l’attività in Italia alla partecipazione a programmi di ricerca internazionali, dove realizza progetti contestualizzati al luogo. E’ invitata in vari programmi di residenza, tra cui al Film Art-in-Residency, Atlantic Center for the Arts (Florida, 2001); MMCA del National Museum of Modern and Contemporary Art (Seoul, 2007); TAV-Taipei Artist Village (Taipei 2010); Handshake 302, gruppo di artisti, antropologi e architetti attivo a Shenzhen, in cui coinvolge la comunità di un villaggio urbano in un progetto performativo, video e fotografico (2017). La sua ricerca di confronto con il luogo si traduce anche in interventi in ambienti naturali, come nel lavoro site specific a Colle S. Marco (Ascoli Piceno 2011) premiato al Premio Terna nel 2012, o nel progetto installativo nel Bosco di Cardigliano del Salento (Specchia, 2014). Tra le ultime mostre: personale a Dislocata, a cura di Raffaele Quattrone, Vignola (2014); “Hestia” a cura di Maura Pozzati, ABC, Bologna, (2015); “Kahuna” a cura di Leonardo Regano, ex Chiesa San Mattia, Bologna (2018).
www.sabrinamuzi.it

Ora più rada ora più densa
Architetture dell’immaginario

a cura di Lucia Biolchini

Sabrina Muzi – SHĀN [cap. 2]
Inaugurazione: 21 settembre alle ore 11.30
Periodo: 21 settembre – 10 novembre 2019
Orari: fino al 30 settembre dal martedì alla domenica 10.00-13 / 15.30 – 19.00
dal 1 ottobre dal martedì alla domenica 9.00-13 / 15.30 – 18.00
Chiuso il Lunedì
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena) 
tel. 059.775246
www.roccadivignola.it
www.fondazionedivignola.it
 
 
In collaborazione con
Wunderkammer associazione culturale
www.dislocata.it

Ufficio Stampa Fondazione di Vignola
Luisa Malaguti
347.1178546
malaguti@mediamentecomunicazione.it

Ora più rada Ora più densa alla Rocca di Vignola

LA ROCCA DI VIGNOLA SI VESTE DI CONTEMPORANEO 

Dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini in cui si alterneranno – tra le mura della storica Rocca di Vignola – gli artisti Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.


Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei: è questo l’ambizioso progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini – “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”. La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti Giorgia Valmorri.
Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.
Così è nata questa rassegna di arte contemporanea nelle stanze della Rocca di Vignola – spiega la curatrice, Lucia Biolchini – Abbiamo la necessità e l’urgenza di aggirare i limiti dettati dallo spazio e dal tempo e permettere di agire nuove prospettive“.

Gli artisti presentati ci invitano a soffermarci e a riedificare, tutti insieme, un’architettura dell’immaginario. Ci invitano ad affrontare quell’inciampo su cui il contemporaneo è cresciuto, forma di un cortocircuito tra passato e presente. Così vedremo i segni cromatici di Marina Fulgeri ridisegnare gli spazi della Facciata della Rocca e le Sale degli Anelli, quella dei Leoni e dei Leopardi; Sabrina Muzi sovrapporrà paesaggi e monumenti, per leggere in controluce le Sale del Padiglione e quella dei Cani; Alessandro Moreschini ci interrogherà sul pieno e sul vuoto con le opere che, nella Sala degli Anelli e in quella delle Colombe, comporranno nuove coreografie visive; Linda Rigotti e Giorgia Valmorri materializzeranno gli affreschi della Sala del Padiglione per farli vivere allo spettatore.
Un’innovativa operazione culturale pensata per valorizzare uno dei più importanti monumenti della provincia di Modena in cui, per la prima volta, l’arte contemporanea contamina lo storico maniero per dare origine a un inedito continuum culturale.
“La nostra terra presenta grandi potenzialità sotto l’aspetto storico-artistico che vanno valorizzate – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – La Rocca, punto di richiamo e riferimento culturale del territorio, ospiterà una rassegna di arte contemporanea. Un ambito prettamente culturale che è un “unicum” dove antico e moderno dialogano in armonia dimostrando che strutture medioevali e arte attuale si arricchiscono vicendevolmente. Ci auguriamo che l’eco di questo evento culturale risuoni oltre i naturali confini dell’Appennino e del Po”.

Il primo appuntamento che aprirà la rassegna sarà “Self expression” di Marina Fulgeridal 5 luglio all’8 settembre (inaugurazione il 5 luglio alle ore 19.00). Nelle sue mani luce e colore diventano strutture. Con questo lavoro l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti (www.marinafulgeri.com Vedi Scheda all’interno del Press kit).
A seguire, dal 21 settembre al 10 novembre, Sabrina Muzi propone un’estensione e un approfondimento di “Shān, un corpus di lavori che comprende un’installazione pittorica, una serie di acquerelli, fotografie e video (www.sabrinamuzi.it). Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà poi la volta di Alessandro Moreschini, con “Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell'”inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Pleni da cui ci metteva in guardia Gillo Dorfles (www.alessandromoreschini.it). Mentre a chiudere “Ora più rada ora più densa” saranno Linda Rigotti Giorgia Valmorri con “Da dentro“, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura (www.lindarigotti.tumblr.comwww.giorgiavalmorriart.tumblr.com).

A DISPOSIZIONE UNA SELEZIONE DI SCATTI, IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA RASSEGNA E ULTERIORI INFORMAZIONI AL SEGUENTE LINK:
https://bit.ly/2KELrB7

Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini
Marina Fulgeri – Self expression
Inaugurazione: 5 luglio alle ore 19.00
Periodo: 5 luglio – 8 settembre
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena)
tel. 059.775246
www.roccadivignola.it
www.fondazionedivignola.it

In collaborazione con
Wunderkammer associazione culturale
www.dislocata.it

Ufficio Stampa Fondazione di Vignola
Luisa Malaguti
347.1178546
malaguti@mediamentecomunicazione.it

Mauro Pipani Multiverso

Sabato 25 maggio 2019 dalle ore 18,30

Inaugurazione

Mauro Pipani
MULTIVERSO

a cura di Lucia Biolchini
25 maggio – 16 giugno 2019
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1 Vignola (MO)

Dopo la collaborazione per il progetto Nuove Terre a Bologna, dove Mauro Pipani aveva scelto di esporre grandi carte stratificate, Dislocata presenta in questa nuova occasione l’artista cesenate attraverso un altro aspetto della sua produzione artistica. Lo spazio raccolto della galleria permette una visione d’insieme dell’esposizione e consente la disposizione di una serie di opere che, nella loro globalità, descrivono un sistema complesso e virtualmente non finito. Le Latte liquide di Pipani, realizzate con inchiostri e resine, e appunto delimitate da un confine di latta, ci conducono in una inaspettata dimensione spaziale e mentale. 

In una sorta di classificazione scientifica che richiama il teatro della natura di Ulisse Aldrovandi, Mauro Pipani utilizza la resina che compone le opere per fermare un momento e consegnarlo al futuro.
Come scrive in catalogo Lucia Biolchini, “le singole latte sono universi autonomi identificati dal segno, dalla parola, dal colore, dalle forme vegetali, nati dall’osservazione, dalla sperimentazione, dall’elaborazione interiore e quindi dalla necessità di trovare un linguaggio che descriva le differenze. E’ come se ci trovassimo di fronte a una sorta di tassonomia del paesaggio, in cui le dimensioni interiore e esteriore sviluppano la narrazione di una struttura poetica, un metodo di ordinamento in sistema degli elementi, delle conoscenze, dei dati, delle teorie presenti in tutta la pratica artistica di Pipani”.
Siamo dunque in presenza di un Multiverso, luogo in espansione in cui i singoli universi entrano in relazione e in cui la pittura elabora spazi e paesaggi al di fuori del tempo. A noi la possibilità di leggerli nell’insieme e di coglierne le interazioni.
Saranno esposte le nuove opere della serie che l’artista ha realizzato appositamente per questo appuntamento in Dislocata e, oltre al catalogo edito da Wunderkammer, sarà disponibile in mostra anche la monografia Luoghi riflessi di recente pubblicazione, a cura di Flaminio Gualdoni.

Mauro Pipani vive e lavora a Cesena e Verona. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna con Pompilio Mandelli, da tre decenni svolge la sua attività artistica attraversando pittura, fotografia e progettazione. Ha all’attivo decine di mostre personali e collettive di rilievo nazionale ed internazionali ed è presente nel circuito dell’Arte con gallerie di riferimento. Mauro Pipani è docente all’Accademia di Belle Arti di Verona. Esordisce nel 1972 con il collettivo la Comune gruppo di giovani artisti diretto da Dario Fo. È tra i fondatori del collettivo di Via delle Biscie, che agisce in uno spazio, Villa Enrica, affidato in gestione dal comune di Bologna, e che nel 1973 si presenta alla Libreria Feltrinelli di Bologna. Gli esponenti del gruppo, giovanissimi e socialmente impegnati, affrontano le prime e ancora acerbe sperimentazioni, ma subito si fanno notare: nello stesso anno partecipano al prestigioso Premio Suzzara e ottengono l’interessamento di Mario De Micheli, che nel 1975 presenta una mostra del collettivo alla Galleria comunale Galvani di Bologna. Negli stessi anni è fondamentale anche la frequentazione del gruppo letterario e poetico raccolto intorno alla rivista Sul porto, fondata dai poeti Ferruccio Benzoni, Stefano Simoncelli e Walter Valeri. Grazie a questi legami entra in contatto con figure come il maturo Alfonso Gatto, grande trait-d’union tra cultura letteraria e arti visive, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza e soprattutto Dario Fo: è di questo tempo la sua collaborazione alla Comune nella stagione concitata della Palazzina Liberty. Tra le sue principali esposizioni ricordiamo: 2001 è invitato da Adriano Baccilieri a Figure del Novecento 2. Oltre l’Accademia alla Pinacoteca Civica e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, 1998 Acque di Superficie a cura di Marco Meneguzzo, 2003 Ossidiane a cura di Alberto Zanchetta, nel 2015 Gli alberi sono Anime a cura di Annamaria Bernucci e Arborea a cura di Renato Barilli. Partecipa nel 2016 e 2018 alla Biennale Disegno di Rimini. Nel 2019 pubblica la sua prima monografia Luoghi Riflessi a cura di Flaminio Gualdoni. 

MAURO PIPANI
Multiverso
25 maggio – 16 giugno 2019
Inaugurazione: sabato 25 maggio dalle ore 18.30
Catalogo con testi di Lucia Biolchini
Apertura: sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462

Claude Cahun a Roma

Sabato 4 maggio alle ore 18
Presentazione del libro

Claude Cahun, Le scommesse sono aperte

Palazzo delle Esposizioni
Bookstore
Via Milano 15/17, ROMA

 

 

Incontro con  SILVIA MAZZUCCHELLI, autrice della prefazione e saggista, FABIO BOZZATO, giornalista, ELISA TURCO LIVERI, attrice e performer, che leggerà alcuni brani del testo.

Le Edizioni Wunderkammer presentano la prima edizione italiana del provocatorio pamphlet di Claude Cahun “Les paris sont ouverts”, pubblicato nel 1934 a Parigi. Incentrata sul rapporto tra attività poetica e impegno politico, è l’opera più impegnata e nello stesso tempo più libera, un contributo al dibattito surrealista sulla funzione dell’opera d’arte. Ancora oggi, il testo ci indica che la parola poetica è il luogo in cui l’uomo può aspirare al massimo grado di libertà. Il testo non è mai stato tradotto in alcuna lingua, ed è con questa edizione che viene ripresentato di nuovo nella sua interezza, con l’obiettivo di restare fedeli all’originale sia nella presentazione grafica, sia rispettando l’intento dell’artista di voler giocare con tratti grafici e tipografici.

Claude Cahun (Lucy Renée Mathilde Schwob 1894–1954) racconta incessantemente attraverso la letteratura e l’attività fotografica, prima in ambito surrealista e poi attraverso l’azione di resistenza antinazista, il rifiuto di essere identificata con un genere stabile e l’esigenza di cambiare le regole del mondo.

Ingresso libero fino a esaurimento posti
Bookstore
Via Milano 15/17, Roma

Per informazioni: https://www.palazzoesposizioni.it/evento/presentazione-del-libro-le-scommesse-sono-aperte-di-claude-cahun

Giulia Flavia Baczynski · Imagines Mundi

Sabato 6 aprile 2019, dalle ore 18.30

Inaugurazione

Giulia Flavia Baczynski
IMAGINES MUNDI

a cura di Lucia Biolchini e Silvia Mazzucchelli
6 – 28 aprile 2019
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1, Vignola (MO)

La nuova stagione di Dislocata inaugura con la mostra di Giulia Flavia Baczynski, dando continuazione al progetto Nuove Terre presentato in occasione di Arte Fiera presso lo Studio Mirone di Bologna. Nuove terre si rifà all’omonimo libro di Sara Marini per le edizioni Quodlibet, quale indagine su architettura, paesaggio e scarto. Sarà questo il solco entro cui si muoverà la programmazione di Dislocata nel corso dell’anno.

Imagines Mundi è un’indagine sullo spazio, cinque capitoli per esplorare terre, rocce, mari, montagne e cieli, o meglio, per fotografare l’idea che ne abbiamo.
La pratica di Giulia Flavia Baczynski si sviluppa infatti come cartografia immaginaria ed è proprio la carta il materiale principe usato per creare nuovi paesaggi. La fotografia è lo strumento attraverso il quale questi paesaggi diventano mappe e la luce che si diffonde tra le pieghe fissa le coordinate spaziali generate sulla carta.
Come scrive in catalogo Silvia Mazzucchelli “il codice capace di spiegare la forma del mondo si annida tra le sue stesse pieghe e solo se si è disposti a girovagare e a perdersi tra i suoi labirinti si può apprendere un alfabeto che, oltre a farcela riconoscere, ci consente di attribuirle un senso”.
Saranno esposte le serie fotografiche dei cinque capitoli del progetto a cui l’artista ha lavorato dal 2015 alla fine del 2018: Physical map of the earth, Views of fractal mountains, Rocks, Types of sea, Physical map of the sky.
Fotografare significa quindi leggere la mappa del mondo. La forza di queste immagini scaturisce dall’essere un incrocio tra “landscapes e mindscapes, ovvero tra geografie terrestri e geografie mentali, tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare. Imagines Mundi è il luogo dell’osmosi, della transizione, della trasformazione. È l’istante in cui ognuno di noi prova a immaginare non un luogo,  ma un farsi luogo nella nostra mente”.

Giulia Flavia Baczynski nasce a Verona nel 1982 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano.
Si occupa di fotografia di architettura per architetti, associazioni culturali e docenti universitari eseguendo campagne fotografiche finalizzate a pubblicazioni scientifiche.
Parallelamente svolge un lavoro di ricerca fotografica che ha esposto in mostre collettive sia in Italia che all’estero tra cui il Festival di Fotografia Contemporanea di Gonzaga, il Sifest, Bitume Photofest, Mantovarchitettura, Fotoleggendo a Roma. Nel 2016 espone nella sezione dedicata ai talenti emergenti della Giovane Fotografia italiana all’interno di Fotografia Europea ed è finalista alla quinta edizione del Premio Francesco Fabbri. Nel 2017 la galleria Fonderia 20.9 ospita la sua prima personale a cura di Luca Panaro.
Il suo interesse primario è la rappresentazione e l’interpretazione dello spazio che l’uomo genera e nel quale vive. Negli anni il concetto di spazio, sia esso urbano e naturale o immaginato e concettuale, viene approfondito sempre di più diventando il nucleo della sua ricerca.

GIULIA FLAVIA BACZYNSKI
Imagines Mundi
6 – 28 aprile 2019
Inaugurazione: sabato 6 aprile dalle ore 18.30
Catalogo con testi di Lucia Biolchini e SIlvia Mazzucchelli
Apertura: sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462

Nuove Terre. Dislocata per Arte Fiera

VENERDÌ 1 FEBBRAIO 2019 DALLE ORE 17
Sabrina Muzi
Mauro Pipani
Linda Rigotti
NUOVE TERRE

a cura di Lucia Biolchini

1 febbraio ore 17 – 21
2 febbraio ore 10 – 24
3 febbraio ore 10 – 20

Studio Mirone
Via Clavature 22, BOLOGNA

Nuove Terre è il progetto con cui Wunderkammer si ripresenta a Bologna in occasione delle giornate di Arte Fiera, ospitato da uno studio professionale che si trasformerà in spazio espositivo: lo Studio Mirone aprirà al pubblico dalle ore 17 del 1 febbraio con la presentazione della monografia Luoghi riflessi dedicata a Mauro Pipani, alla presenza del curatore Flaminio Gualdoni, e, a seguire, l’inaugurazione della mostra Nuove Terre, a cura di Lucia Biolchini.

Nuove terre riprende il titolo del volume del 2010 in cui l’autrice Sara Marini, architetto e docente universitaria, pone in relazione tre elementi: architettura, paesaggio e scarto. L’interesse per questa ricerca e la sua applicazione come chiave di lettura del progetto parte dalla convinzione che l’arte contemporanea sia sempre più legata alla lettura dello spazio in continua trasformazione, sia nella dimensione interiore che in quella naturale, pubblica e sociale, e alla collocazione dell’osservatore come elemento integrante dell’opera e partecipante alla sua stessa mutazione in una rete relazionale. I tre artisti Sabrina Muzi, Mauro Pipani e Linda Rigotti, trasformeranno gli spazi dello studio creando sequenze ambientali, un contro-luogo “in continuità con ciò che persiste e che anzi, grazie al nuovo, amplifica le proprie capacità di relazione”.

Sabrina Muzi – Shān
Shān è l’esito di una residenza artistica condotta da  Sabrina Muzi ai piedi della Grande Muraglia. La montagna, Shān in cinese, viene qui replicata in un’installazione creata con acquerelli su fini carte di riso, fotografie verticali che ricordano le opere di genere paesaggistico di antichi pittori cinesi, e video, per diventare icona guida nel rapporto tra l’imponenza della costruzione e il paesaggio in cui si trova, segno della storia, del tempo testimone della trasformazione dei luoghi e delle loro funzioni.

Mauro Pipani – Carte de distance
La pratica di Pipani è profondamente legata alla progettazione, un crescendo in cui il segno permette la coesistenza tra l’informe e l’indeterminato della natura e la razionalità architettonica. Pipani ci rivela mappature interiori, stratificazioni temporali fatte di garze, resine, luce, carte e grafie, uno svolgersi della narrazione di un sistema a cui siamo invitati a partecipare, in una visione circolare sottolineata dalla trama sonora realizzata in collaborazione con Stefano Fariselli.

Linda Rigotti – Ask Her
Relazione e processo sono elementi del racconto. Alla pietra è qui stato chiesto di raccontare ciò che ha visto e udito attraverso il disegno lento – linguaggio tra l’artista e lei. La serie di serigrafie replica la domanda. Da questo parlare sono nate, nel frattempo, le altre strutture di una contro-architettura già diventata rovina. Sei mesi di lavoro con un gruppo di persone legate a un luogo, che hanno trasmesso un sapere fatto di argilla, canne palustri, terra, acqua ed esperienza. La magia dell’educazione attraverso il fare.


Il 1 febbraio alle ore 17 presenteremo il volume Luoghi riflessi, monografia dedicata a Mauro Pipani, alla presenza dell’artista che dialogherà con il curatore Flaminio Gualdoni.

“La lettura, per coglierla, deve abolire ogni clausola convenzionale, accettare la condizione che qui lo spazio è, come vuole Henri Michaux, immediato, totale. A sinistra, anche, a destra, in profondità, a volontà… In un istante c’è tutto. Tutto, ma nulla è ancora conosciuto“. (Flaminio Gualdoni)

 

La mostra fa parte del circuito Plus Setup Contemporary Art Fair e sarà aperta anche il 2 febbraio fino alle ore 24, nel programma di ART CITY White Night 2019

Scarica la pubblicazione in PDF a questo link

Sabrina Muzi, Mauro Pipani, Linda Rigotti
NUOVE TERRE
a cura di Lucia Biolchini

1 febbraio ore 17 – 21
2 febbraio ore 10 – 24
3 febbraio ore 10 – 20

Studio Mirone – Via Clavature, 22 – Bologna

 

 

Silvia Tarozzi, Confessioni dall’invisibile

Concerto per violino

Domenica 25 novembre, ore 18
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1 Vignola (MO)

Dislocata chiude l’anno dedicato a Claude Cahun con un concerto per violino di Silvia Tarozzi, Confessioni dall’invisibile, un omaggio all’opera e alla vita dell’artista surrealista e al suo testo Aveux non avenus del 1930, la cui traduzione, già in cantiere, sarà la nostra prossima avventura editoriale.
Il primo capitolo del testo è intitolato L’avventura invisibile, un manifesto poetico che percorre tutta l’opera letteraria e fotografica della Cahun, un gioco metamorfico in cui l’artista si svela e si reinventa senza fine per giungere a una assenza nell’invisibilità.

Silvia Tarozzi è violinista interprete, improvvisatrice e compositrice. La sua personale ricerca sul suono e sul gesto strumentale si esprime sia attraverso il linguaggio dell’improvvisazione che nelle numerose collaborazioni artistiche con compositrici e compositori. Dal 2010 ha lavorato con la compositrice francese Pascale Criton sulle possibilità di un violino accordato in sedicesimi di tono. Da questa collaborazione è nato “Circle Process”, per violino microtonale solo, che è stato eseguito in numerosi Festival Internazionali.
Fin dal 2011 Silvia ha collaborato regolarmente anche con la compositrice Éliane Radigue, diventando la destinataria di numerose opere per violino solo e formazioni cameristiche.
Silvia suona da quasi quindici anni in duo con la violoncellista Deborah Walker. Il Duo Tarozzi – Walker si esibisce regolarmente in sale da concerto internazionali e Festival.
Fa parte dell’ensemble francese Dedalus dal 2006 ed ha con esso eseguito e registrato numerose nuove opere commissionate a importanti compositori americani ed europei (Christian Wolff, Alvin Lucier, Phill Niblock, Jürg Frey, Michael Pisaro, Jean-Luc Guionnet, Sébastien Roux etc.).
Dal Gennaio 2012, Silvia coordina insieme a Giovanna Giovannini le attività del Piccolo Coro Angelico, coro sperimentale e di ricerca vocale per bambini nato nell’ambito del Centro di Ricerca Musicale- Teatro San Leonardo di Bologna.
http://www.silviatarozzi.it/it/

Claude Cahun
singolaremolteplice
Chiusura domenica 25 novembre 2018 ore 18
Silvia Tarozzi
Confessioni dall’invisibile
concerto per violino

Dislocata spazio espositivo
Via Cantelli 3/1, Vignola (MO)

Le edizioni Wunderkammer sono disponibili qui, in diverse librerie indipendenti e bookshop italiani, o sul nostro scaffale Amazon

Riapertura Dislocata – 20 settembre

Giovedì 20 settembre dalle ore 18

Riapertura di Dislocata spazio espositivo in occasione di Poesia Festival

Neviana Calzolari “Copenaghen Punto Zero”
Lettura scenica di Donatella Allegro

Claude Cahun
singolaremolteplice

a cura di Wunderkammer
seconda fase: 20 settembre – 14 ottobre 2018
DISLOCATA spazio espositivo
Via Cantelli 3/1 Vignola (MO)

Il 20 settembre riapre Dislocata con un appuntamento per Poesia Festival, la lettura scenica di Donatella Allegro del testo di Neviana Calzolari “Copenaghen Punto Zero. Una vita tra due morti”.
L’intervento sul testo evoca la transizione d’identità sessuale come passaggio esistenziale profondo, nel sorgere di una vita che si colloca tra due morti, la prima celata dietro a una non-vita e la seconda come termine della vita vera e autentica.
L’azione si svilupperà dalle ore 18 in un percorso nel centro storico di Vignola, una reale transizione, una migrazione attraverso cinque tappe intitolate ad alcuni quadri del testo poetico.

Dislocata sarà aperta durante Poesia Festival con l’installazione singolaremolteplice dedicata a Claude Cahun, occasione per approfondire la figura della fotografa e scrittrice surrealista e il suo ruolo di grande anticipatrice di tematiche di genere (20-23 settembre ore 16 – 19,30)

In un’immersione tra i suoi innumerevoli volti e gli ingrandimenti dei fotomontaggi tratti da Aveux non avenus, avrete la possibilità di sfogliare (in guanti bianchi!) i suoi volumi originali, consultare i saggi e i cataloghi pubblicati negli anni, vedere come la sua arte abbia influenzato gli artisti contemporanei, nel teatro e nella fotografia. Sarà possibile ascoltare “Le scommesse sono aperte“, prima traduzione italiana del pamphlet “Les paris sont ouverts” uscito nel 1934 e riedito nel marzo 2018 da Wunderkammer. A disposizione la versione cartacea (traduzione di Marcello Giulini, revisione di Marco Dell’Omodarme, prefazione di Silvia Mazzucchelli).

Successivamente saremo aperti fino a domenica 14 ottobre, sabato e domenica ore 11 – 13 / 16 – 19,30


Claude Cahun
singolaremolteplice
Con il testo di Claude Cahun Le scommesse sono aperte, Wunderkammer 2018
20 – 23 settembre 2018 dalle 16 alle 19.30
29 settembre – 14 ottobre 2018
Apertura: sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19.30
Altri giorni su appuntamento tel. 348 931 5462